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Parscè ("Por-u.scè l'è bèn" così esordiscono le popolazioni limitrofe) pare prenda la sua etimologia da Bar-Usium ovvero altura, fortificazione degli Usii (vedi anche Monte Barro, Barquedo nella vicina Invorio). Dei primi abitatori non si hanno tracce certe, anche se ritrovamenti segnalano la presenza pre romana e romana, rinvenuti nell'area poco studiata che da San Martino di Gattico porta a Borgoagnello e nei fondi limitrofi alla strada provinciale che collega l'abitato di Oleggio Castello a Paruzzaro. Alcuni reperti sono custoditi nel Museo Archeologico di Arona. E' in un documento del 1034 che si parla per la prima volta di Paruzzaro , definito "loco Olegio qui dicitur Paruciaro" mentre in altri documenti è detto anche "longobardorum". Il borgo deve questo appellativo alla sua relazione con il popolo longobardo . Il termine "ol olegio" nella parlata medievale significa altura, fortificazione. Paruzzaro rimase isola viscontea sino agli inizi del XVIII secolo. Il paese, cinto ancora da una fascia boschiva, mantenne anche nel novecento la sua struttura edilizia accentrata attorno alla chiesa di San Siro che è posta sopra un'altura al centro del vecchio nucleo abitato. Ancora oggi conserva buona parte dell'antica conformazione, anche se fra l'inizio del novecento e il 1935-36 vennero abbattute molte abitazioni per allargare la strada provinciale che lo attraversa nel centro. Recentemente il paese va via via ampliandosi, assumendo una nuova configurazione. In questi ultimi anni è interessato da un forte ampliamento industriale...
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